ape
Registrato: 26/03/07 17:42 Messaggi: 31 Residenza: campobasso
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Inviato: Mar Ago 07, 2007 4:33 pm Oggetto: incremento del fiato |
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sono tornata a correre per un'ora  , vado di passo soltanto qualche volta, in salita  . vi chiedo: come usare la corda per aumentare il fiato? potreste darmi una tabella per ottenere risultati? pratico anche la callanetica, per cui ho abbastanza potenza muscolare, ma i miei polmoni non seguono le gambe!!!  ho 55anni, peso 54 kg per 158 di altezza(non conosco la mia massa grassa ma posso dire che indosso la 42)
grazie!!!!! angiola |
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Luca Speciani
Moderatore

Registrato: 22/03/07 09:31 Messaggi: 202
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Inviato: Ven Ago 17, 2007 10:53 am Oggetto: |
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Ciao Angiola,
se hai scritto bene "la corda", non credo che sia una buona idea per aumentare quello che chiami "il fiato" (chiamiamola magari resistenza aerobica). Il salto della corda, anche se svolto con balzi leggerissimi e ritmo lento, ha un discreto effetto (peraltro salutare) di potenziamento muscolare degli arti inferori. Ottimo dunque, ma non particolarmente idoneo ad un miglioramento delle proprie doti aerobiche.
Se invece, come probabile, intendevi dire "la corsa", il discorso si amplia un po'. Per migliorare la resistenza aerobica non servono i lavori veloci con tanto recupero, e neppure le salite o gli esercizi di potenza (ostacoli, balzi, gradoni). Servono sostanzialmente i lavori lenti di lunga durata, e i lavori intervallati con lieve cambio di ritmo.
Per esempio potresti incominciare ad inserire una volta alla settimana un'uscita da 70', poi da 80', poi via via più lunga, fino ad arrivare alle due ore di corsa, aggiungendo pochi minuti alla volta e rallentando il ritmo rispetto a quello che oggi tieni nell'ora di corsa.
Un altro lavoro molto utile è invece alternare tratti veloci e tratti lenti di durata costante (per esempio un paio di minuti) per un totale di 20' (poi a crescere di settimana in settimana fino a 30-40') all'interno della tua ora di corsa. Il tratto lento va corso lentissimo (devi sentire le pulsazioni che scendono, ovvero innescare un processo di recupero, anche se parziale) mentre il tratto veloce va corso appena più veloce rispetto al ritmo che tieni nell'ora a ritmo omogeneo. La variazione di ritmo, comunque, dev'essere percettibile.
Questo utilissimo lavoro (che alcuni chiamano "fartlek") ha una doppia valenza: fisica e mentale. Dal punto di vista fisico induce uno stimolo al recupero delle piccole quantità di lattato prodotte nel tratto veloce, con relativo stimolo eritropoietico. Dal punto di vista mentale allena invece a percepire come "facile" il ritmo lento del recupero, in linea con quanto teorizato dal Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. | , il metodo d'allenamento con il quale io e i miei "Pard" ( Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum! Registrati oppure Autenticati su questo forum. | ) seguiamo i nostri atleti.
Ciao e auguroni
Luca Speciani _________________
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ape
Registrato: 26/03/07 17:42 Messaggi: 31 Residenza: campobasso
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Inviato: Dom Ago 19, 2007 4:10 pm Oggetto: |
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| Luca Speciani ha scritto: |
Ciao Angiola,
se hai scritto bene "la corda", non credo che sia una buona idea per aumentare quello che chiami "il fiato" (chiamiamola magari resistenza aerobica). Il salto della corda, anche se svolto con balzi leggerissimi e ritmo lento, ha un discreto effetto (peraltro salutare) di potenziamento muscolare degli arti inferori. Ottimo dunque, ma non particolarmente idoneo ad un miglioramento delle proprie doti aerobiche.
Se invece, come probabile, intendevi dire "la corsa", il discorso si amplia un po'. Per migliorare la resistenza aerobica non servono i lavori veloci con tanto recupero, e neppure le salite o gli esercizi di potenza (ostacoli, balzi, gradoni). Servono sostanzialmente i lavori lenti di lunga durata, e i lavori intervallati con lieve cambio di ritmo.
Per esempio potresti incominciare ad inserire una volta alla settimana un'uscita da 70', poi da 80', poi via via più lunga, fino ad arrivare alle due ore di corsa, aggiungendo pochi minuti alla volta e rallentando il ritmo rispetto a quello che oggi tieni nell'ora di corsa.
Un altro lavoro molto utile è invece alternare tratti veloci e tratti lenti di durata costante (per esempio un paio di minuti) per un totale di 20' (poi a crescere di settimana in settimana fino a 30-40') all'interno della tua ora di corsa. Il tratto lento va corso lentissimo (devi sentire le pulsazioni che scendono, ovvero innescare un processo di recupero, anche se parziale) mentre il tratto veloce va corso appena più veloce rispetto al ritmo che tieni nell'ora a ritmo omogeneo. La variazione di ritmo, comunque, dev'essere percettibile.
Questo utilissimo lavoro (che alcuni chiamano "fartlek") ha una doppia valenza: fisica e mentale. Dal punto di vista fisico induce uno stimolo al recupero delle piccole quantità di lattato prodotte nel tratto veloce, con relativo stimolo eritropoietico. Dal punto di vista mentale allena invece a percepire come "facile" il ritmo lento del recupero, in linea con quanto teorizato dal
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Ciao e auguroni
Luca Speciani |
intendevo proprio "la corda"
ora strutturerò la mia tabella di marcia con un'uscita di 1 ora a passo costante; un'uscita lentissima da portare gradualmente alle 2 ore; una di fartlek.
a proposito del fartlek, siccome non posseggo ancora un cronometro, posso calcoplare le distanze lento/veloce ad occhio?
siete fantastici, Angiola |
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