In commercio esistono numerosi prodotti antiparassitari, diversi per composizione, modo d’uso e tossicità; se fino a pochi anni fa il mercato offriva solo prodotti a base di sostanze alquanto tossiche come organofosfati e organoclorurati, oggi sono disponibili nuove sostanze molto più “tranquille”.
Formulazioni spray e spot-on sono largamente usate ed efficaci, e i principi attivi più comuni sono fipronil, imidacloprid, selamectina; i prodotti vengono assorbiti dalla pelle in poche ore e si può contare su un’azione prolungata grazie allo spandimento meccanico del prodotto sulla cute di tutto il corpo. Diversi studi hanno dimostrato come il fipronil sia il principio attivo d’elezione contro le pulci, gli ectoparassiti più frequentemente riscontrati sul gatto; inoltre tale prodotto presenta una spiccata
selettività d'azione nei confronti degli insetti, in virtù di una sensibilità recettoriale a livello dei recettori del GABA sulla membrana della cellula nervosa molto più spinta negli insetti che nei mammiferi; tale effetto selettivo è proprio anche dei metaboliti del farmaco e sembra addirittura maggiore. Questo significa in altre parole che il prodotto è studiato per danneggiare il sistema metabolico degli indesiderati parassiti “lasciando indenne" quello del micio!!
Inoltre il farmaco attraversa minimamente la cute (non è stato riscontrato né a livello dermico né ipodermico), in quanto si localizza prevalentemente a livello dello strato più superficiale dell'epidermide e nelle unità pilo-sebacee.
Anche l'imidacloprid e il selamectin hanno un’efficacia ed un meccanismo d’azione del tutto paragonabile nel trattamento delle infestazioni dei gatti che abitano in casa.
Piretrine e piretroidi sono invece i principi attivi solitamente presenti nei collarini antipulci: hanno elevata selettività per gli organismi target (parassiti) ma risultano essere però poco tollerati (talora notevolmente tossici) nel gatto rispetto al cane, a causa di una carente attività di coniugazione metabolica del gatto nei confronti della molecola stessa; particolarmente sensibili sono i cuccioli e le razze a pelo lungo. Esiste inoltre in questa formulazione il rischio di intossicazione qualora il micio “decidesse” di rosicchiare o ingerire parti del collarino stesso.
Personalmente credo che il rischio di tossicità correlato all’uso di un antiparassitario sul gatto sia da mettere in relazione soprattutto ad un suo improprio utilizzo: sovraddosaggio, ingestione accidentale, utilizzo troppo precoce nel cucciolo.
Avendo quindi cura di seguire attentamente le istruzioni d’uso,
rispettando in particolare
i tempi e le dosi di somministrazione, direi dunque che in tutta tranquillità può scegliere, tra i numerosi in commercio, il prodotto che sembra più consono alle esigenze Sue e del Suo micio, magari facendosi anche guidare nell’acquisto presso il Suo pet shop di fiducia.